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Casanova e Pietro Zaguri: la corrispondenza che racconta Venezia (1772–1798)

27 Ottobre 2026

Casanova e Pietro Zaguri: la corrispondenza che racconta Venezia (1772–1798)

Casanova Official Museum Casanova Official Museum

Tra 1772 e 1798 Giacomo Casanova e il patrizio Pietro Zaguri si scrivono circa 120 lettere. Nate dal sostegno alla riabilitazione di Casanova, raccontano vent’anni di amicizia e un “notiziario” su Venezia: cariche, tensioni interne, mondanità e confidenze personali. Il lettore ottiene uno sguardo interno sulla società veneziana di fine Settecento e sui limiti della scrittura privata.

TAKEAWAY

  • La corrispondenza Casanova-Zaguri nasce dalla riabilitazione del 1772 e continua fino al 1798, oltre la partenza definitiva da Venezia.
  • Le lettere funzionano come un notiziario su politica e società veneziana, ma includono anche sarcasmo, giudizi e confidenze su salute e relazioni.
  • L’edizione Molmenti del 1918 pubblica il carteggio, ma con tagli: un dettaglio utile per valutare come la trasmissione del testo influenzi la lettura.

Questo articolo nasce dai contributi scientifici dei nostri storici, rielaborati dalla redazione del museo per la fruizione digitale.

Abstract

Tra il 1772 e il 1798 Giacomo Casanova e il patrizio veneziano Pietro Zaguri intrattennero un rapporto di amicizia documentato da circa 120 lettere in italiano. Nata da un sostegno decisivo alla riabilitazione di Casanova, la loro corrispondenza offre una testimonianza intima della società veneziana alla fine del XVIII secolo e restituisce il valore umano e storico di un legame rimasto saldo anche dopo l’addio definitivo di Casanova a Venezia.

Sommario

Un’amicizia costruita nel tempo

120 lettere tra Venezia e l’Europa

Dalla riabilitazione al legame personale

Cosa raccontano le lettere: politica, società, vita privata

Una fonte storica sulla Venezia di fine Settecento

Un’amicizia costruita nel tempo

Dopo la partenza definitiva di Casanova da Venezia (1783), il rapporto con Pietro Zaguri proseguì per oltre vent’anni attraverso una fitta corrispondenza. Il legame, però, nasce prima: Zaguri fu decisivo già nell’estate del 1772, impegnandosi per la riabilitazione di Casanova.

Senza conoscere personalmente Casanova, Zaguri ottenne la revoca dell’esilio insieme a Marco Dandolo e Francesco Grimani, amici veneziani di Casanova. Il primo contatto diretto avvenne nell’autunno 1772 a Trieste.

120 lettere tra Venezia e l’Europa

La corrispondenza è composta da circa 120 lettere in italiano, databili tra il 1772 e il 1798. Il numero esatto resta incerto, perché alcuni fogli dell’eredità casanoviana non sono datati.

Un elemento importante riguarda la trasmissione del testo: l’intera corrispondenza fu pubblicata nel 1918 da Pompeo Molmenti nei Carteggi Casanoviani, ma in alcuni punti venne fortemente abbreviata, alterando l’originale.

Dalla riabilitazione al legame personale

L’amicizia si intensificò quando Casanova, dopo il suo ritorno a Venezia nel novembre 1774, visse per un periodo nel palazzo di Zaguri in Campo San Maurizio. Quel soggiorno consolidò una familiarità che resistette anche dopo la partenza definitiva di Casanova (1782/1783, secondo la cronologia riportata nel testo).

Nella casa di Zaguri, Casanova conobbe probabilmente anche Lorenzo da Ponte, che fu per un periodo segretario e “compagno di studi” di Zaguri, come racconta nelle sue memorie.

Cosa raccontano le lettere: politica, società, vita privata

Un “notiziario” da Venezia

Zaguri informava regolarmente Casanova sulle novità veneziane: elezioni e cariche dei patrizi, dispute interne, pettegolezzi mondani. I due condividevano conoscenze e riferimenti comuni: Zaguri conosceva anche il fratello di Casanova, Francesco, pittore di battaglie.

Critica e sarcasmo

Le lettere di Zaguri non risparmiano giudizi pungenti: patrizi, cicisbei, donne di facili costumi, e persino Lorenzo da Ponte (che a un certo punto Zaguri allontana dalla propria casa). Questa franchezza rende la corrispondenza una fonte vivida e “interna” sulla società veneziana.

Confidenze personali

Oltre alla vita pubblica, emergono dettagli intimi: relazioni con le donne e questioni di salute. Zaguri parla di gotta e problemi ai denti, alle gengive, alle orecchie; risponde con indignazione alle difficoltà di Casanova con il personale del castello di Dux.

La prudenza della scrittura

Zaguri stesso riconosce la pericolosità di certe confidenze: avverte Casanova di non far circolare le lettere, perché potrebbero contenere passaggi “scappati dalla penna” che tornerebbero a Venezia.

Una fonte storica sulla Venezia di fine Settecento

La corrispondenza tra Casanova e Zaguri è più di un documento personale: è una testimonianza diretta della Venezia sul finire del XVIII secolo, vista dall’interno e raccontata con un tono intimo, talvolta corrosivo.

In questo senso, le lettere non descrivono soltanto gli individui, ma restituiscono il clima di un mondo che si avvia verso un cambiamento irreversibile.

Casanova e Pietro Zaguri: la corrispondenza che racconta Venezia (1772–1798)

DOMANDE FREQUENTI

Chi era Pietro Zaguri e perché è importante per Casanova?

Pietro Zaguri era un patrizio veneziano che sostenne la riabilitazione di Casanova, contribuendo alla revoca dell’esilio. Da quel gesto nacque un rapporto che divenne amicizia e si consolidò con incontri e corrispondenza.

Quante sono le lettere tra Casanova e Zaguri e in che lingua sono scritte?

La corrispondenza conta circa 120 lettere, scritte in italiano e databili tra il 1772 e il 1798. Il numero resta incerto perché alcuni fogli dell’eredità casanoviana non riportano una data precisa.

Di cosa parlano le lettere e perché sono una fonte storica utile?

Le lettere mescolano notizie veneziane, politica interna, elezioni e pettegolezzi mondani con dettagli privati su salute e relazioni. Proprio questa combinazione restituisce una fotografia dall’interno della Venezia sul finire del XVIII secolo.

Che ruolo ha la prudenza nella scrittura di Zaguri verso Casanova?

Zaguri ammette che alcune confidenze sono rischiose e invita Casanova a non far circolare le lettere. La consapevolezza di ciò che può “scappare dalla penna” mostra quanto la parola scritta potesse avere conseguenze sociali a Venezia.

Perché l’edizione del 1918 di Pompeo Molmenti va letta con attenzione?

Nel 1918 Pompeo Molmenti pubblicò l’intero carteggio nei Carteggi Casanoviani, ma in vari passaggi lo abbreviò in modo consistente. Questo può alterare sfumature e contesto, rendendo necessario considerare l’intervento editoriale.

Casanova Official Museum

Casanova Official Museum

Casanova Official Museum è il museo esperienziale di Palazzo Zaguri a Venezia. Attraverso 36 sale e centinaia di oggetti originali e documenti storici, svela la vita del celebre pensatore e avventuriero veneziano.

Questo articolo nasce dai contributi scientifici dei nostri storici, rielaborati dalla redazione del museo per la fruizione digitale.

Abstract

Tra il 1772 e il 1798 Giacomo Casanova e il patrizio veneziano Pietro Zaguri intrattennero un rapporto di amicizia documentato da circa 120 lettere in italiano. Nata da un sostegno decisivo alla riabilitazione di Casanova, la loro corrispondenza offre una testimonianza intima della società veneziana alla fine del XVIII secolo e restituisce il valore umano e storico di un legame rimasto saldo anche dopo l’addio definitivo di Casanova a Venezia.

Sommario

Un’amicizia costruita nel tempo

120 lettere tra Venezia e l’Europa

Dalla riabilitazione al legame personale

Cosa raccontano le lettere: politica, società, vita privata

Una fonte storica sulla Venezia di fine Settecento

Un’amicizia costruita nel tempo

Dopo la partenza definitiva di Casanova da Venezia (1783), il rapporto con Pietro Zaguri proseguì per oltre vent’anni attraverso una fitta corrispondenza. Il legame, però, nasce prima: Zaguri fu decisivo già nell’estate del 1772, impegnandosi per la riabilitazione di Casanova.

Senza conoscere personalmente Casanova, Zaguri ottenne la revoca dell’esilio insieme a Marco Dandolo e Francesco Grimani, amici veneziani di Casanova. Il primo contatto diretto avvenne nell’autunno 1772 a Trieste.

120 lettere tra Venezia e l’Europa

La corrispondenza è composta da circa 120 lettere in italiano, databili tra il 1772 e il 1798. Il numero esatto resta incerto, perché alcuni fogli dell’eredità casanoviana non sono datati.

Un elemento importante riguarda la trasmissione del testo: l’intera corrispondenza fu pubblicata nel 1918 da Pompeo Molmenti nei Carteggi Casanoviani, ma in alcuni punti venne fortemente abbreviata, alterando l’originale.

Dalla riabilitazione al legame personale

L’amicizia si intensificò quando Casanova, dopo il suo ritorno a Venezia nel novembre 1774, visse per un periodo nel palazzo di Zaguri in Campo San Maurizio. Quel soggiorno consolidò una familiarità che resistette anche dopo la partenza definitiva di Casanova (1782/1783, secondo la cronologia riportata nel testo).

Nella casa di Zaguri, Casanova conobbe probabilmente anche Lorenzo da Ponte, che fu per un periodo segretario e “compagno di studi” di Zaguri, come racconta nelle sue memorie.

Cosa raccontano le lettere: politica, società, vita privata

Un “notiziario” da Venezia

Zaguri informava regolarmente Casanova sulle novità veneziane: elezioni e cariche dei patrizi, dispute interne, pettegolezzi mondani. I due condividevano conoscenze e riferimenti comuni: Zaguri conosceva anche il fratello di Casanova, Francesco, pittore di battaglie.

Critica e sarcasmo

Le lettere di Zaguri non risparmiano giudizi pungenti: patrizi, cicisbei, donne di facili costumi, e persino Lorenzo da Ponte (che a un certo punto Zaguri allontana dalla propria casa). Questa franchezza rende la corrispondenza una fonte vivida e “interna” sulla società veneziana.

Confidenze personali

Oltre alla vita pubblica, emergono dettagli intimi: relazioni con le donne e questioni di salute. Zaguri parla di gotta e problemi ai denti, alle gengive, alle orecchie; risponde con indignazione alle difficoltà di Casanova con il personale del castello di Dux.

La prudenza della scrittura

Zaguri stesso riconosce la pericolosità di certe confidenze: avverte Casanova di non far circolare le lettere, perché potrebbero contenere passaggi “scappati dalla penna” che tornerebbero a Venezia.

Una fonte storica sulla Venezia di fine Settecento

La corrispondenza tra Casanova e Zaguri è più di un documento personale: è una testimonianza diretta della Venezia sul finire del XVIII secolo, vista dall’interno e raccontata con un tono intimo, talvolta corrosivo.

In questo senso, le lettere non descrivono soltanto gli individui, ma restituiscono il clima di un mondo che si avvia verso un cambiamento irreversibile.

Approfondimenti

Vuoi scoprire il Palazzo dove Casanova visse realmente? Visita il Museo Permanente dedicato a Giacomo Casanova a Palazzo Zaguri.

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