3 minuti di lettura

Pietro Zaguri autore e architetto: arte, poesia e progetti nella Venezia del Settecento

Le opere letterarie e architettoniche di Pietro Zaguri: poesie, commedie, la facciata di San Maurizio, progetti per La Fenice e il suo gusto rococò.
Sabine HerrmannSabine Herrmann
Sommario
NEWSLETTER
Tutto sul Casanova Official Museo, direttamente nella tua inbox

Zaguri scrittore di commedie e poesie

Accanto ai suoi incarichi pubblici e alla vita sociale veneziana, Pietro Zaguri coltivò con passione l’arte della scrittura. Compose poesie, testi teatrali e brevi opere allegre, spesso destinate a circolare nei salotti culturali della città. La scrittura era per lui un luogo di piacere intellettuale e di osservazione dei comportamenti umani, un modo per riflettere con ironia su vizi e virtù della società veneziana.

“Leone e Giulietta”: una commedia veneziana

Tra le opere più note di Zaguri figura la commedia “Leone e Giulietta”, che egli stesso ricorda in una lettera a Casanova, accennando al successo ottenuto in quegli anni.

La vicenda ruota attorno al vecchio filosofo Leone, che cerca di convincere il giovane allievo – figlio di un principe – a controllare le sue passioni, soprattutto quelle amorose. Il ragazzo, però, è perdutamente innamorato di Giulia, e non sembra disposto ad accettare le raccomandazioni del maestro. Alla fine anche la frivola Giulia muta carattere, scegliendo come marito non il principe ma il suo segretario, un personaggio giudicato più “adatto”.

La trama, giocosa e morale insieme, riflette il gusto teatrale veneziano dell’epoca e la capacità di Zaguri di alternare leggerezza e osservazione psicologica.

Il giudizio dei contemporanei

L’opera letteraria di Zaguri fu accolta con simpatia da molti contemporanei. Girolamo Dandolo, uno dei suoi critici più affettuosi, scrisse:

«Chi sa che miglior giudizio si fosse recato del suo valore poetico, se avesse potuto uscire dalle stampe di Padova un suo volume di poesie varie, che stava ordinando, quando la morte ne lo coglieva?»

Questa testimonianza ci permette di intuire come Zaguri fosse ritenuto un autore promettente, capace di un talento naturale che avrebbe forse trovato maggiore riconoscimento se non fosse stato interrotto dalla morte.

Zaguri architetto dilettante

Tra le passioni più durature di Zaguri vi fu l’architettura, alla quale si dedicò con sorprendente costanza. Non era un architetto di professione, ma un dilettante colto, mosso dalla curiosità estetica e dal desiderio di migliorare gli spazi della sua città.

Realizzò progetti di chiese, ponti e teatri, oltre a lavori nella sua casa, come il rifacimento del mezzanino di Palazzo Zaguri.

La facciata di San Maurizio: un progetto personale

Il suo contributo più noto è la facciata della chiesa di San Maurizio.
Per questo progetto si ispirò probabilmente al disegno di Sansovino per la chiesa di San Geminiano, che un tempo si trovava di fronte alla Basilica di San Marco e che venne poi distrutta dall’esercito napoleonico.

Zaguri reinterpretò il modello sansoviniano secondo il suo gusto personale: un equilibrio tra eleganza, movimento e un’ornamentazione più libera rispetto al rigore emergente dello stile neoclassico.

Teatro La Fenice e altri progetti

Nella sua corrispondenza con Casanova, in particolare in una lettera dell’8 ottobre 1790, Zaguri menziona anche progetti per il Teatro La Fenice, segno del suo coinvolgimento nella scena culturale veneziana.

Questi lavori testimoniano la sua attenzione al teatro, non solo come autore ma anche come osservatore degli spazi scenici e delle loro esigenze estetiche.

Lo stile rococò e la discussione con Andrea Memmo

Dal punto di vista stilistico, Zaguri rifiutava il neoclassicismo, allora in rapida ascesa, preferendo lo stile rococò, più fluido, elegante e decorativo.

Questa scelta lo portò anche a un vivace confronto con Andrea Memmo, amico di Casanova e figura centrale della Venezia riformatrice. Il contrasto riflette la tensione estetica del tempo: da una parte il nuovo gusto razionale e severo, dall’altra il gusto tardo-settecentesco, più libero e giocoso, che Zaguri continuò a difendere.

Approfondimenti

Vuoi scoprire il Palazzo dove Casanova visse realmente? Visita il Museo Permanente dedicato a Giacomo Casanova a Palazzo Zaguri.

Sabine Herrmann

Sabine Herrmann

Sabine Herrmann è storica della cultura settecentesca e curatrice del progetto scientifico del Museo Permanente dedicato a Giacomo Casanova presso Palazzo Zaguri. La sua ricerca si concentra sul mondo intellettuale in cui Casanova operò, con particolare attenzione ai carteggi e alla storia culturale europea del XVIII secolo.

Prosegui la lettura

Lorenzo Da Ponte, Pietro Zaguri e Giacomo Casanova: un triangolo culturale nella Venezia del Settecento

Il rapporto tra Da Ponte, Zaguri e Casanova nella Venezia degli anni Settanta del Settecento: letture condivise, studi, amicizie e frizioni.

Venezia e le mongolfiere del 1784: scienza, meraviglia e un episodio di gelosia

Il volo della mongolfiera del 1784 a Venezia tra spettacolo, scienza e vita privata: il dipinto di Guardi, le sperimentazioni italiane e la gelosia di Casanova.

Due testimoni di un mondo che crolla: Zaguri, Casanova e la fine della Serenissima

Mentre l’Europa è attraversata da rivoluzioni e conquiste, Pietro Zaguri e Giacomo Casanova assistono da due luoghi lontani al lento dissolversi della Repubblica di Venezia.